Il progetto “Arte delle Donne” si configura come un’ampia operazione di valorizzazione culturale volta a trasformare il patrimonio del Fondo librario Magnabosco-Magni, conservato a Milano dalla Fondazione Elvira Badaracco, in una risorsa dinamica, capace di parlare alla contemporaneità.
L’iniziativa muove dalla consapevolezza che la storia dell’arte necessiti di una costante rilettura, in grado di far emergere l’indipendenza espressiva e la forza intellettuale delle donne che hanno segnato il Novecento. In questo contesto, la Fondazione Elvira Badaracco ha scelto di integrare le metodologie della ricerca archivistica e bibliografica con i più moderni linguaggi della divulgazione digitale, creando un ponte tra la conservazione della memoria e la fruizione pubblica.
Il cuore pulsante di questo racconto si articola attraverso una serie di mostre virtuali che fungono da percorsi di esplorazione visiva. Tali esposizioni permettono di approfondire le traiettorie artistiche di figure straordinarie come Käthe Kollwitz (1867-1945), Georgia O’Keeffe (1887-1986), Leonor Fini (1907-1996), Louise Bourgeois (1911-2010), Carol Rama (1918-2015), intrecciando le loro biografie con i testi rari e le immagini custodite nel Fondo Magnabosco-Magni.
A supporto di questa dimensione visiva, l’iniziativa ha promosso uno spazio di riflessione critica affidato a un ciclo di incontri multimediali. Studiose e studiosi di diverse discipline sono stati chiamati a confrontarsi sulle sfide poste dalla memoria di genere: dal problema della costruzione del canone alla necessità di rendere visibili percorsi artistici spesso confinati ai margini delle cronache ufficiali. Il ruolo degli archivi emerge qui non solo come luogo di deposito, ma come motore di promozione per figure femminili che la storia ha talvolta trascurato.
L’orizzonte del progetto si allarga infine verso l’esterno, superando le pareti della biblioteca per interrogare lo spazio urbano. Una capillare ricognizione critica ha permesso di mappare la presenza delle opere a firma femminile all’interno delle collezioni pubbliche milanesi, rivelando una distribuzione che riflette ancora oggi i divari e le lacune della narrazione storica locale. Questa azione di mappatura non solo documenta lo stato dell’arte, ma agisce come stimolo per una consapevolezza civica e istituzionale più inclusiva.
Attraverso questa pluralità di interventi, “Arte delle Donne” si propone come un archivio vivo e in costante dialogo con la cittadinanza, offrendo alle nuove generazioni gli strumenti per riscoprire il talento femminile come pilastro fondamentale della nostra cultura.