
Catalogo “Gabriella Benedini”, a cura di Rossana Bossaglia, Galleria Spaziotemporaneo, Milano, 1998
Il volume documenta la mostra personale tenutasi presso la galleria Spaziotemporaneo di Milano. L’attenzione si focalizza sulla poetica della materia e della memoria che caratterizza la ricerca di Gabriella Benedini, mettendo in luce l’evoluzione delle sue forme scultoree e pittoriche. Il catalogo restituisce la dimensione evocativa e spaziale del suo lavoro, dove l’asseblaggio di elementi materici si trasforma in un’indagine profonda sul tempo e sul segno archetipico.
L’Atelier: lo spazio della creazione
Gli scatti nell’atelier documentano il luogo in cui prende forma la meditazione visiva di Gabriella Benedini. Tra strumenti di misurazione, strutture sospese e calchi, lo spazio dello studio si rivela come una fucina alchemica in cui l’artista rielabora elementi naturali e metallici, trasformando lo spazio di lavoro nell’ambiente stesso dell’opera.





45×60 cm
Le Arpe e le Strumenti del Suono
In questa serie di sculture polimateriche, Benedini immagina vere e proprie “arpe” e archi tesi verso il cielo. Non si tratta di semplici oggetti decorativi, ma di dispositivi simbolici concepiti come formule musicali. Le corde tese e le strutture ad arco mettono in relazione l’orizzonte terrestre con le rotte celesti, proiettando il ritmo del tempo in un’armonia tra Oriente e Occidente.
I Sestanti e Le Ciotole della Meditazione
Le sculture e i rilievi a parete evocano antichi sestanti e recipienti rituali. In opere come Le ciotole della meditazione e Rimescolare il tempo, la materia pesante supera la propria consistenza fisica per farsi vibrazione e segno archetipico. Gli elementi circolari e le palette si fanno metafore del perenne mutare del tempo, proponendo una riflessione profonda sul caduco e sull’infinito.

